Giulio Cerocchi

Bisogna avere un caos dentro di sè per generare una stella danzante
venerdi 28 agosto Giove h 21.00 ex chiesa S. Giovanni – viale Africa Orientale

“Questo progetto copre lo spazio temporale di quattro generazioni” spiega l’autore. “L’inserimento del sasso è casuale: nel rovistare nelle varie scatole fotografiche di famiglia le pale del ventilatore disperdevano le varie foto per cui ho bloccato il tutto con dei sassi. Il significato è bloccare, fermare e rafforzare nel tempo una memoria che si stava disperdendo nella mia mente. Ho voluto, con l’inserimento degli elementi grafici colorati, dare una maggiore attenzione ad alcuni particolari che potevano sfuggire all’occhio dell’osservatore. Il progetto inizia con l’immagine di un telegramma di auguri per il matrimonio dei miei genitori (1942) e si conclude con il capolavoro della mia vita: mio figlio. In mezzo, le tappe della vita della mia famiglia, ma sopra ogni cosa, la foto dello “zio Achille” (1893-1963), che è stato, per sua fortuna economica, un personaggio eclettico, creativo e stravagante, che mi ha donato inconsapevolmente una grande vitalità creativa.

 

Giulio Cerocchi
Nella cultura e nell’ambiente fotografico milanese degli anni Settanta/Ottanta Giulio Cerocchi trova spazio per poter esprimere in modo personale e originale il suo bagaglio di conoscenze e di creatività. I rudimenti della professione vengono consolidati da incontri con personaggi del giornalismo milanese (La Notte), di riviste alternative (Re Nudo, Il Male) e del settore Assessorato Cultura e Spettacolo del Comune di Milano (Teatro dell’Elfo, Piccolo Teatro, Teatro di Lindsay Kemp, Maurice Bejart Ballet). Affronta altre esperienze più specifiche collocandosi come freelance nell’editoria moda, giungendo alcuni anni dopo alla creazione di un proprio spazio lavorativo chiamato Vola Colomba. In questo periodo raggiunge la maturità professionale collaborando con le più note riviste italiane di moda (Amica, Grazia, Vogue Pelle) e con agenzie pubblicitarie nella realizzazione di campagne nazionali e internazionali per nomi come Pollini, Mont Blanc, Curriel.  Momenti di vero divertimento sono le collaborazioni per diversi anni con il Gruppo Ottanta (creatori e animatori di pupazzi come Five, Four, Uan per le reti Mediaset), per cui ha contribuito anche nella creazione di set di animazione. Approdato in terra di Maremma alla fine degli anni ’90, inseguendo una nuova forma di creatività, si distacca materialmente dall’ambiente fotografico milanese per poi riscoprire la sua antica matrice d’artista.

www.giuliocerocchi.net

Categorie:Verdecoprente

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