progetto


# Il mio paesaggio è un nido #

Il PROGETTO VERDECOPRENTE Residenze Artistiche

La capacità di percepire e di costruire il paesaggio coniugando la coscienza ecologica con la propensione a difendere le identità e la memoria che vi sono riflesse, è divenuto un obiettivo ormai imprescindibile per l’uomo contemporaneo.
Eugenio Turri 1927 – 2005 veronese e geografo

Pensiamo sia necessario ascoltare i luoghi per comprendere cosa raccontano, e immaginarli nelle diverse stagioni, per alimentare coltivazioni che ne diventino parte e paesaggio. Così vediamo l’unico percorso affinché arte e cultura, a misura della società, vi siano riconosciute come elemento necessario.

Verdecoprente è dedicato ai paesaggi che ci nutrono, spazi in cui culture e nature si incontrano prendendo forma nei linguaggi delle scene, delle arti, delle poetiche del contemporaneo. Teatri agiti, parlati e cantati, performances, ambienti e percorsi sonori e visivi, installazioni multimediali e site specific, sono le scritture in campo.
Con queste vogliamo attraversare il ‘confine’ fra generi artistici, fra il naturale e il costruito, tra il prodotto della terra e il prodotto dell’uomo, mescolando intenti e visioni nel segno di un’esperienza creativa da ri-scrivere nella masticazione dei linguaggi. Saltando e capriolando, esercitando nello stesso modo i sensi e i muscoli, lo sguardo e l’ascolto, il respiro e il battito, il pensiero e l’emozione. Perché la scena contemporanea vuole la voce dell’attore quanto la sua danza, ne cerca l’azione e il suo silenzio, il corpo e il suo virtuale, vede le immagini in assenza di luce, scruta le ombre attraverso un pensiero. Pieno e vuoto, teatro senza edificio e musica senza strumento, la poesia del paesaggio che si fa teatro e del teatro che si fa paesaggio è ciò che ci nutre e ci rispecchia, nel caos della vita, nell’ordine della morte, uniti intorno ad un’idea di paesaggio, all’esperienza di un nido, attori e spettatori.   rossella viti 2012

# La scena svelata dal paesaggio #

L’EVOLUZIONE

Verdecoprente 2011 la prima stagione, una lettera di Eugenio Barba e un ‘compleanno


* Verdecoprente, Residenze artistiche in Festival 2015 – quarta edizione
“Cuore del progetto sono le residenze artistiche sostenute con visione sempre più collettiva e partecipata da un insieme di enti associazioni, cittadini e aziende, una rete intercomunale che pone il lavoro degli artisti al centro di un sistema che ne valorizza il percorso professionale, il processo creativo ed il suo significato di relazione con il territorio che lo ospita. Otto formazioni della scena professionale italiana sono in residenza con Verdecoprente per sviluppare il proprio progetto artistico selezionato attraverso un bando internazionale. Dopo un periodo di prove negli spazi assegnati, il lavoro delle compagnie si aprirà agli spettatori in un evento che chiamiamo ‘restituzione’, una performance di 20-30 minuti o poco più che permette di vederne l’esito nella sua forma temporanea, prima che continui a svilupparsi in un’altra residenza.In un certo senso la ‘restituzione’ di un artista in residenza è un’occasione assolutamente unica, poiché spettacolo transitorio che in nessun luogo sarà più lo stesso di ora, esperienza da cogliere nel suo presente. E il presente è proprio ciò che indagano i progetti del 2015, e con le residenze anche i ‘Territori latenti’, progetti sviluppati intorno alla fotografia che si insinuano e ampliano quest’anno il nostro sguardo sul mondo della creazione contemporanea. Tutti raccolgono del presente le tensioni profonde, spingendosi nella ricerca di strade creative originali che rielaborano tra le braccia del paesaggio che li ospita. Allora il teatro, la danza, la fotografia e la performance ritornano sulla scena come ‘narrazioni’ che non appartengono più solo all’artista che le ha create, ma diventano ‘luoghi’ che accolgono nello stesso tempo l’intimità del lavoro e la sua condivisione con la comunità degli spettatori. E’ un organismo vivo Verdecoprente, che si muove nella relazione con il proprio ‘ambiente’, così che la scena, custodita nei diversi paesaggi, ne venga svelata pian piano, seguendo il ritmo naturale in cui respira ogni percorso.”

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