Amuleti portafortuna

installazione itinerante di Aurora Ghielmini
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Librettino portafortuna – 23 amuleti – arcaico e presente

Due anni fa, scopro nel bellissimo museo Archeologico Nazionale di Perugia, una ricchissima collezione di amuleti raccolti da Giuseppe Bellucci (Perugia 1844-1921) una singolare figura di scienziato e ricercatore impegnato nell’ambito delle scienze naturali ma sensibile ad altri campi del sapere. Bellucci presta cosi la sua attenzione, fra le altre cose, anche agli amuleti frutto piu’ importante della sua ricerca in ambito culturale-folcloristico. Il termine amuleto indica un qualsiasi oggetto di limitate dimensioni cui sia attribuita una “potenza magica “di tipo protettivo o propiziatorio. La collezione è costituita da circa tremila oggetti.
-amuleti relativi alla protezione dagli eventi atmosferici negativi: il fulmine e la grandine. (è impressionante il numero di persone morte nel1800 colpite e morte a causa di un fulmine)
-amuleti connessi alle fondamentali fasi di passaggio della vita umana: scelta sessuale, fidanzamento, matrimonio, concepimento, gravidanza, nascita, allattamento, prima infanzia
-amuleti contro il malocchio
-amuleti terapeutici
-amuleti connessi alla sfera religiosa
-amuleti portafortuna
-amuleti per i soldati
-amuleti per gli animali domestici

Fra i molti esposti che ho potuto ammirare,ho avuto un colpo di fulmine (ed ero naturalmente protetta) per un amuleto (nella sezione amuleti portafortuna) dalla didascalia “Librettino portafortuna” ritrovato a Perugia .
Minuscolo e tascabile, minimale e prezioso nello stesso tempo, composto da tredici immagini con relativo testo e significato, propiziatori e beneauguranti per la vita. Confezionato in carta lucida con copertina preziosa in argento. Affascinata dalla cultura popolare che li caratterizza, penso al senso di questi amuleti nel presente. Mi sono interrogata sul nostro contesto culturale, e ho pensato che se riusciamo ad attribuire alla tecnologia, al mondo informatico un credo assoluto ma fragile nello stesso tempo,se l’essere ed il circondarsi di bellezze artificiali nella nostra società serva a propiziare la sorte, tutto sommato il credere che “il ragno- ordisce la tela della tua fortuna” è come credere che con un navigatore satellitare trovi sempre la strada,come se intervenendo chirurgicamente sul proprio corpo siamo piu’ amati o piu’ giovani. Ne nasce un’opera giocosa e poetica che riprende con fedeltà tutte le immagini e il testo del librettino in tredici tele 20 x 40 eseguite in tecnica mista.

Il testo che segue è ripreso dalla pubblicazione rilasciata da:
Università degli Studi di Perugia Sezione Antropologica del Dipartimento Uomo & Territorio.
La collezione di amuleti “Giuseppe Bellucci” testo di Giancarlo Baronti

“Le idee di fondo per gli amuleti tendono magicamente ad associare a uno specifico aspetto della condizione umana sembrano costanti;uno si basa sulla somiglianza-sostituzione e l’altra sulla contiguità-concatenazione. Alla prima sono riferibili quegli amuleti che intrattengono con la specifica situazione umana un rapporto di analogia; i denti animali per favorire la dentizione infantile, gli arbusti dissecati che si aprono alludendo al parto, le pietre del latte. Alla seconda si rifanno gli amuleti che stabiliscono un tramite tra la specifica condizione umana e la dimensione ritenuta pericolosa o auspicabile: le pietre del fulmine proteggono dal fulmini perchè sono parte del fulmine, l’intonaco sottratto alle immagini sacre ha una valenza terapeutica perché è impregnato di sacro. Il tutto è proveniente dall’Italia ma anche con qualche scambio europeo ed extraeuropeo.”
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altre info
http://www.auroraghielmini.com/