Visti dall’Alto

partitura per due attori e una macchina fotografica
28 sett ore 21.15 – Alviano – Auditorium Donna Olimpia

VIsti-Dall'alto-web

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Creazione scenica di e con Roberto Giannini e Rossella Viti
musiche originali dal vivo Roberto Giannini
drammaturgia e visioni Rossella Viti
Vocabolomacchia teatro.studio / associazione Ippocampo
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Visti dall’Alto è un viaggio teatral fotografico nei luoghi e nei paesaggi, che siano un volto, una casa o una città. E’ un percorso ingordo che non si accontenta del teatro e mentre racconta di fotografia ne fa pratica, esercizio di scena, visione e memoria. Un gioco teatrale che entra nelle emozioni del fotografare e del farsi fotografare, per raccontare agli spettatori, e con gli spettatori, il mondo che ci sopravvive, quello delle immagini.

Nello spettacolo è centrale l’idea del viaggio, quello reale nel tempo della rappresentazione, quello immaginario nei luoghi della rappresentazione. Nel viaggio si rivelano le geografie, ma anche chi le attraversa, le abita e le trasforma, l’uomo. E’ a lui che ci si rivolge, indicandogli subito che il tempo della narrazione coincide con quello della sua presenza. Seguire l’attore equivale a lasciare una personale impronta, foto-grafica, una scrittura fatta di luce e corpo.


Nel tempo del teatro, nello spazio di una fotografia, nei luoghi degli uomini e delle donne.

In scena una scaletta, pochi oggetti e un fondo bianco dove le immagini proiettate scorrono come riverbero delle storie raccontate. Siamo nel mondo delle immagini ma anche in una danza scandita dal suono di una fisarmonica, da un metronomo, da un click che segna il repentino passaggio dal presente al passato. Ogni scena è un luogo che la fotografia ci permette di esplorare e di abitare, mettendo a fuoco fatti, persone, tracce. Siamo nella Germania degli anni ’30, tra i i ritratti per i quali August Sander fu osteggiato dal regime nazista, siamo nel Sud Africa degli scontri antirazziali con Alf Kumalo, entriamo nella città-immagine che disegna con i fili i suoi rapporti, nata dalle suggestioni di Italo Calvino, siamo con Roland Barthes mentre si interroga sul ritratto, cercando la propria verità nelle immagini.

Ovunque la fotografia si offre come spazio dell’identità e della memoria, del singolo e della comunità, come testimone della storia, come gioco, si nasconde in una preghiera, nei colori, nel tempo che scorre, negli album di famiglia. Anche gli spettatori sono una famiglia, e sempre sono chiamati a far parte della scena.
http://macchiaoff.wordpress.com/macchiaoff-teatro/visti-dallalto/
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“Spettatore…guarda le tracce che hai lasciato”

Grazie agli Autori, inconsapevoli o meno, che con le loro opere partecipano al racconto di Visti dall’Alto:
Diane Arbus, Antonio Barrella, Roland Barthes, Beppe Bolchi, Max Burchartz, Italo Calvino, Etienne Carjat, Mario Di Biase, Hugo Erfurth, Dorothea Lange, Romano Martinis, Gian Paolo Minelli, Tina Modotti (courtesy Comitato Tina Modotti Udine), Fernando Moleres (courtesy ILO), Nadar, Sam Nzima, Man Ray, Rosa Maria Puglisi, August Sander, Ferdinando Scianna, Thomas J. Shillea, Tom Stoddart/Katz/Contrasto, Van Loan e Retzer, Rossella Viti, Joseph Weninger.
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foto di Attilio Faroppa, Magda e Rossella Viti
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Visti dall’Alto (Seen from Above)
Score for two actors and a camera

September 28th 9.15 p.m. – Alviano – Auditorium Donna Olimpia

scenic creation from and with Roberto Giannini e Rossella Viti
orignal live music Roberto Giannini
dramaturgy and visual creation Rossella Viti
Vocabolomacchia teatro.studio / associazione Ippocampo

Seen from Above is a theatrical and photographic journey through places and countryside, irrespective of the viewpoint, a house or a city. It is a voracious path not satisfied with theatre alone. Photography is applied while the performance is telling us about photography, and develops into a stage exercise, a vision, memory. A theatrical play entering the emotionality of taking pictures and of being the object of photography in order to tell the audience and together with the audience a story about the world that will survive us, about the world of images.

The spectacle focuses on the idea of the journey, the real journey during the time of the performance and the imaginary journey to the various places of the performance. During a journey the countries travelled will reveal their story. But this also happens to the traveler who lives in and transforms these places, the person himself. It is he to whom this play is addressed, instantly impressing on him that the time of the story coincides with the time of his presence. Following the actor means to leave a personal photo-graphic imprint, a writing made of light and the body.

Within the timeline of the spectacle, the space of a photograph, the places of men and women.

On stage no more than a ladder, few objects and a white backdrop where the projected images flow like a reflection of the stories told. This is the world of images, but also a dance scanned by the sound of an accordion, a metronome, a click that indicates the sudden passage from the present to the past. Every scene is a place that photography permits us explore and inhabit through its focus on facts, people and traces. We are in Germany in the 30ties amidst the pictures of August Sander who has been antagonized for by the Nazi regime, we are in South Africa during racist fights with Alf Kumalo, we enter the imaginary city which designs its relations through filaments, inspired by ideas of Italo Calvino, we meet Roland Barthes while he questions his portrait searching for his own truth that might be hidden in the images.

Where ever it may be, photography serves as a space for identity and memory of the individual as well as of the community, as a witness of history, it hides within a plea, within the colours, within the passing time, within family albums. Even the audience is a family, and it is always invited to become part of the scene.

“Look audience … at the imprints you have left”

Thanks to the authors who contributed more or less knowingly with their work to “Seen from Above”:
Diane Arbus, Antonio Barrella, Roland Barthes, Beppe Bolchi, Max Burchartz, Italo Calvino, Etienne Carjat, Mario Di Biase, Hugo Erfurth, Dorothea Lange, Romano Martinis, Gian Paolo Minelli, Tina Modotti (courtesy Comitato Tina Modotti Udine), Fernando Moleres (courtesy ILO), Nadar, Sam Nzima, Man Ray, Rosa Maria Puglisi, August Sander, Ferdinando Scianna, Thomas J. Shillea, Tom Stoddart/Katz/Contrasto, Van Loan e Retzer, Rossella Viti, Joseph Weninger.
http://macchiaoff.wordpress.com/macchiaoff-teatro/visti-dallalto/


 

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