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progetto Les Bon Voyages mappe emotive di un territorio
a cura di Antonia Bertagnon, Andrea Dellai, Tommaso Franchin.

Non è segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai.”
Herman Melville, Moby Dick
immagine-sito-web
Un territorio è fatto di persone, di terra, di cose e di case. Ma, soprattutto, di storie.

Il progetto
Les Bon Voyages nasce in seno al progetto The Love Box: è quello che in una serie televisiva chiamerebbero spin-off. Il progetto The Love Box è una costante scrittura di storie che vengono poi “raccontate” con i linguaggi della performance (per saperne di più visita il nostro sito alla pagina the-love-box. Ci siamo chiesti, dunque, se potessimo, a volte, rinunciare alla grande scatola lignea peculiare in questo nostro lavoro, senza rinunciare alla dimensione di intimità che questa crea.

L’anima delle città e dei paesi però non è solo nei monumenti, nelle targhe, nei ricordi di qualcosa che non c’è più, ma è anche nelle persone che creano ogni giorno la vita di quei luoghi. Sentiamo il bisogno di raccogliere e raccontare storie, non di coloro ai quali è stata dedicata una targa (o non solamente), ma di quelli che in quelle case vivono ancora: piccole storie quotidiane che permettano di cambiare prospettiva, per un attimo, sui luoghi che ogni giorno attraversiamo. “Condividere” è un verbo che sta perdendo il suo significato, soffocato dai social network: Les Bon Voyages riporta la condivisione sul piano reale, storie che aprono lo sguardo sull’altro, e quindi su se stessi.

Cosa dà significato a un luogo? Cosa lo rende degno di essere ricordato? Viviamo in città dense di bellezza: monumenti, palazzi, ville ci raccontano un passato grandioso e ci fanno dimenticare la vita presente. Le persone che vi abitano e che ogni giorno ne creano la storia. Il tessuto sociale si sta impoverendo sempre di più e la curiosità di conoscere chi ci sta vicino sembra ormai spenta per sempre; e così le città perdono le loro storie. Storie quasi sempre piccole, ma che sono le radici dell’anima dei luoghi.

Les Bon Voyages è un attraversamento inedito e scanzonato di un territorio, un percorso lungo la mappa creata da queste storie.

Disegniamo un percorso, attraversiamo un territorio a piedi o in bicicletta. Dipende. Ogni tappa rappresenta una palestra per lo spettatore: la voce degli attori racconta piccoli episodi inediti, oppure la vista dei passeggeri viene esercitata facendo notare particolari legati ad aneddoti del quotidiano; si può scendere per sgranchirsi le gambe, si può spiare attraverso le inferiate di un cancello, si può giocare a calcio con i ragazzi del cortile o bere qualcosa con gli anziani del bar. Naturalmente si possono anche scattare fotografie, ma non sappiamo se ce ne sarà la necessità.

Il titolo è volutamente un errore di traduzione: un francese fantasioso che pensa ai molti auguri di buon viaggio che tutte le storie rappresentano insieme.

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Categorie:Verdecoprente

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